musiche: giovanni riccucci, alessandro riccucci, matteo corti
produzione: nexmedia.it
Si vuole affermare, in estrema sintesi, che la RIPETIZIONE è (anche) quel "vissuto-su-schermo" che, in quanto tale, supera qualitativamente la ripetizione esistenziale propria del mondo reale; non solo perché viene percepito con maggior distacco, non sentendone il peso - si direbbe anzi che il distacco stesso sia "ripetizione", o quanto meno riesca a generarla. C'è dell'altro: è come se il mondo reale, nonostante l'effetto di iperrealtà (qui ottenuto ad hoc dalla bassa qualità della grana dell'immagine), venisse congelato nel supplemento video.
Il pretesto contemporaneo di questo lavoro è una micro-storia dai risvolti insignificanti e squallidi. Il video, per certi versi narrativo, si risolve in un dramma umano minimo, costruito su azioni malinconiche e periferiche.
Repetita: cose che accadono di nuovo, azioni che si ripetono. Ma non mera fissità del quadro, non occhio immobile che subisce gli eventi; dove la loro durata (e dunque anche quella del video) è un elemento trascurabile - dieci minuti, sei ore, vent'anni. Anche nell'azione, come nell'alienazione, "il tutto è comunque destinato ad apparire drammaticamente identico."
"Mi sta a cuore lo spappolamento dell'immagine, la disintegrazione del pixel. Anche il suono è di bassa qualità. E' un video naturalmente circolare, ripetitivo: si arriva in un luogo, si agisce, si contano linearmente le ore e poi si riparte."
Presentato a Roma: Sperimentalapologia in video 001-Rassegna di altre immagini a cura di Flavio Sciolè, al Cineteatro
e al VIDEOMATTATOIO DI FLAVIO SCIOLE', A PESCARA IN LUGLIO 2007, RASSEGNA DI CINEMA OLTRE
BLOCCO PITTORICO Il progetto del video nasce su carta, come un bozzetto, come una tavola grafica, come un piccolo dipinto. Ed è stato pensato come un unico blocco pittorico. L’idea primaria è stata quella di godere di un duplice punto di vista naturalistico, un doppio sguardo su un mondo immaginario.
TEMPO Libera interpretazione > determinata in primis anche dalla breve durata del video, in un contesto di visione in cui il testo lirico risulta scarsamente comprensibile ad un primo ascolto, ma non perchè si vuol parlare un linguaggio privato > il tema è la Luna... Ciò che premeva era mettere in risalto l’aspetto temporale della lettura. Lunaria è un video di tempo, sul tempo: si mormora una sensazione di assenza di tempo. In funzione di quest’ottica senza tempo si è arrivati alla scelta e all’inserimento delle due tracce audio, due rumori di attività umane: cavalli di passaggio all’inizio del video e uno spaccalegna nel finale. Suoni presi singolarmente e privi di contestualizzazione ambientale o storica, udibili nel 1000 a.C. come nel 2300 d.C. - probabilmente. Il titolo stesso, Lunaria, così neutro e naturalistico e vago, lavora in una precisa direzione di astensione dalla faticosa misurazione temporale.
I N V I T A T I O N T O T H E G A T E W A Y anno: 2002 7' b/n realizzazione: Guido Cionini interpreti: Biagio Volandri Verdolini, Igor Vegni produzione: nexmedia musiche e suono: Alessandro Riccucci master: DV
video presentato a:
- Rendering Cortometraggi Pisa > giugno 2005
- Cineclub Detour Roma (eXiment) > aprile 2004
- Visioni Sconsigliate Pescara > giugno 2004
- Achab Short Movie Festival Roma > 2004
Man is always in the center of my work. And among his many characteristics, I explore man’s state of anxiety. Civilized man is often in tension with the contemporary world. The dull and daily social schemes are often lived with a sense of compulsion and unease. My man is always searching for a meaningful connection between himself and the external world. An interposition. For this reason, in my work the characters entertain a project of solution. This happens in Invitation to the Gateway. Life is to be lived with fullness and passion. This condition generates man to seek new measures. However, the quality of serenity must accompany this path. If this value is detracted, the result is instability. An instability which provokes pain, or an immense night. Thus man’s role in his society may became quite disturbed. A lightness, a return to an opening, is a gateway – or The Gateway – for a true integration.
IN ABSENTIA, LIVE IN BERLIN
clip ITA 2004 7'
- ESTETICHE IN VIDEO: FESTIVAL NAZIONALE LINGUAGGI Pescara 9-14 Settembre 2006
- Directors Lounge Screenings Installations > Berlino febbraio 2oo5
- eXiment festival - lo sguardo insolito > Roma 2oo5
- Struttura, 3 giorni sul mare digitale > San Vincenzo settembre 2oo5
b/n & colore produzione NEXMEDIA realizzazione GUIDO CIONINI musica originale ALESSANDRO RICCUCCI postproduzione MANUEL FANCIULLACCI postsonorizzazione JAN STUDIO
Materiale girato in pellicola kodak super8, riversato e montato in digitale. L’occhio attento noterà che la pellicola è nativa, dunque autentica, non effetto digitale ottenuto in postproduzione. Il video si risolve in un doppio punto di vista su Berlino: sarà come trovarsi all’interno di una postazione di controllo di camere di videosorveglianza - l’illusione che si vuol trasmettere è evidentemente quella di tenere sotto controllo diverse aree della città. Ma paradossalmente, al contrario della piattezza propria dell’immagine elettronica, le vibrazioni della pellicola amplificano la sensazione di reale, di istantaneità, di hic et nunc, nobilitando gli spazi urbani ritratti, conferendo loro un finale effetto di ultrarealtà, anche se balza all’occhio l’inevitabile contrasto tra la postmodernità di alcune strutture architettoniche in acciaio e vetro e il gusto rétro della grana dell’immagine del super8. Nessuna novità dal punto di vista del soggetto, nessuna istanza innovatrice o rivoluzionaria. Le strutture non-narrative di sinfonia urbana risalgono agli anni Venti, come ben sappiamo, basta pensare, solo per citarne uno, al film del 1927 di Walter Ruttmann intitolato per l’appunto “Berlino, sinfonia di una grande città”.
La proiezione del video “IN ABSENTIA, LIVE IN BERLIN” di Guido Cionini (http://www.nexmedia.it/), presentato nella giornata di sabato 10 settembre, ha riproposto il tema dell’intreccio tra analogico e digitale in una sorta di soluzione di continuità. Il video, girato in Kodak Super8, riversato e montato in digitale, si risolve in un doppio punto di vista su Berlino, come se lo spettatore si trovasse all’interno di una postazione di camere di videosorveglianza. Le vibrazioni della pellicola nativa -non modificata in postproduzione- si oppongono alla piattezza propria dell’immagine elettronica, producendo un effetto paradossale di amplificazione della sensazione di reale, di istantaneità, nobilitando gli spazi urbani ritratti, e conferendo loro un finale effetto di ultrarealtà. (MY MEDIA, osservatorio di cultura digitale, dicembre 2005)
Mi confidò Eric Van Loen:
Arrivato a questo punto ho preso il treno e sono tornato a casa, convinto le mie sorti sono identiche a quelle di tutte le genti. Senza che ancora abbia scelto una città dove vivere, so per certo che incontrerò persone, dialogherò, cambierò molte volte idea e punto di vista, masticherò chewing-gum, invierò fax, percorrerò autostrade.