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Peter Russell, nota biografica

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Peter Russell è nato a Bristol nel 1921 ed è morto la notte del 22 gennaio 2003 a San Giovanni Valdarno. Parente del filosofo Bertrand, amico di Pound e di Eliot, è ritenuto dalla critica l’ultimo dei grandi modernisti. La sua vita corrisponde a un’epopea, ha combattuto in Birmania e in Malesia con le truppe indiane e per otto anni nell’aviazione britannica in Germania, in Estremo Oriente, in Africa, in Olanda, dove nel ’44 si è salvato, dopo un attacco tedesco, attraversando il Reno a nuoto e riparando in Belgio. Nel 1964 si è trasferito definitivamente in Italia, a Venezia. Negli anni Settanta è stato professore a contratto in molte università americane e alla University of Victoria, in Canada. Dal ’77 al ’79 ha insegnato all’Accademia Imperiale di Filosofia a Teheran. Allo scoppio della rivoluzione islamica si è trasferito nel piccolo Comune di Pian di Sco’, in provincia di Arezzo. Sul finire degli anni novanta è stato candidato al Nobel per la Letteratura. Negli ultimissimi anni di vita ha lottato per ottenere la cittadinanza italiana. Sarebbe lunghissimo elencare tutte le liriche, i saggi e le prose che Peter Russell ha scritto e pubblicato. Ci limitiamo alle menzioni principali, facendo riferimento anche alla saggistica più pertinente elaborata attorno all’opera del Poeta.

 

 

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Peter Russell, Full-time poet di Francesca Palla

La Memoria di Laurea Peter Russell, Full-time Poet è essenzialmente una presentazione a scopo divulgativo dell’unicità di questo poeta, che appartiene a pieno diritto al novero dei massimi autori del Modernismo, sebbene sia sconosciuto ai più in ambito accademico.
Gli studi di una certa portata e importanza di cui mi sono servita per la mia ricerca sono principalmente i saggi critici del prof. A.L. Johnson, grazie al quale ho avuto modo di conoscere questa particolare figura del panorama letterario novecentesco. La mia tesi ha preso in considerazione l’ultimo periodo della produzione poetica di Peter Russell, in particolare alcuni sonetti della raccolta Autumn to Autunmn, di cui ho tentato di fornire un’analisi linguistico testuale. Ciò che colpisce di questo singolare personaggio, oltre la sua curiositas di stampo prettamente umanistico, è  l’attenzione nei confronti del reale, che passa attraverso una sottile rete di reminescenze letterarie (Dante, Petrarca, Blake etc…): nonostante il triste declino della vecchiaia, l’incombere della malattia e della cecità, la voce del poeta grida e ringrazia con umiltà per la Bellezza che gli è stata donata.
Peter Russell è una figura decisamente affascinante; attraverso i suoi componimenti sembriamo entrare in contatto con un testimone del Tempo, nell’incanto di una vita di autentico esilio e di poesia dedicata a una ricerca vera e ostinata di forme più profonde di conoscenza con una semplicità disarmante.

 

 

Sotto, un breve contributo di Anthony Leonard Johnson, ordinario di Letteratura Inglese della Facoltà di Lettere all’Università di Pisa e Preside del Dipartimento di Anglistica. (nella foto in alto Francesco Camerini e Peter Russell)

Ho parlato a lungo dell’unicità della figura del poeta Peter Russell, che dal 1983 risiede in Toscana, in provincia di Arezzo. In questi anni, senza dimenticare i lunghi periodi trascorsi a Venezia e a Lido di Venezia negli anni Sessanta e Settanta, l’Italia è diventata il suo paese prediletto; e la cultura italiana è quella più affine alla sua visione del mondo. Russell appartiene a pieno diritto al novero dei massimi autori del movimento Modernista, i cui esponenti includevano poeti celeberrimi come T.S. Eliot e Ezra Pound, e romanzieri della levatura di James Joyce e Virginia Woolf. In un senso molto preciso, che dipende in parte anche dai rapporti personali, duraturi e proficui, con Eliot e Pound, Peter Russell va considerato l’ultimo dei grandi Modernisti.

 

 

 

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